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Arte e tecnica della medaglia

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Fin dai tempi più remoti, l'uomo ha sentito la necessità di lasciare testimonianza di se stesso attraverso il segno. Dell'età della pietra ci restano quelli che oggi definiamo graffiti: rappresentazioni delle vicissitudini che contrapponevano i nostri antenati con le fiere e una natura selvaggia, in gran parte incomprensibile e misteriosa.

Erano segni, ma al tempo stesso indici di civiltà, di volontà di oltrepassare il silenzio e di proiettare nel futuro il senso e le aspirazioni di quel momento dell'umanità. In seguito, le scritture primitive ed i geroglifici ci tramandarono l'immagine di altri progenitori, intenti a porre le basi della nostra cultura e del nostro sapere. Più avanti, furono le immagini impresse nelle monete, a lasciarci traccia delle alterne vicende delle collettività e dei loro regnanti.

Fasi di lavorazione della medaglia
in un bassorilievo in bronzo.
Scultore: Costantino Affer
Il Rinascimento ripropone con forza il valore dell'individuo, e l'azione dell'uomo torna ad essere la "misura delle cose" e il centro del mondo. Da ciò anche l'opera d'arte viene ad assumere una validità e un impiego più aderente alle esigenze personali. Allora, ad esempio, la pittura non è più solamente grande affresco o pala d'altare, ma diviene anche tavola o quadro d'uso familiare.Dalla medesima tendenza nasce la medaglia, nel senso moderno del termine,vale a dire oggetto celebrativo e di commemorazione che fissa nel metallo un evento o un personaggio,e in tal modo ne lascia testimonianza perpetua.Il suo pregio indiscusso è legato alle grandi qualità artistiche dei suoi artefici - scultori, pittori, orafi, ai suoi contenuti, non solo formali, che si sviluppano e si completano nel tondo delle due facce del diritto e del rovescio; alla possibilità, assai rara per quei tempi, di essere agevolmente ed efficacemente replicata.
I primi esemplari,dovuti alla maestria del Pisanello vennero realizzati per fusione, ed erano relativamente grandi. Il loro successo fu immediato e l'uso di scambiarsi medaglie fra Principi e Regnanti divenne così diffuso da creare una moda. A partire dal XVI secolo, sempre con maggiore frequenza, le medaglie furono invece coniate, procedimento che faciitava notevolmente la produzione in serie e ne accresceva le capacità di essere usate come mezzo di propaganda: dalla metà del XVII secolo , fin oltre la metà del XIX secolo, la medaglia ebbe soprattutto una funzione di glorificazione e di prestigio personali. Se si eccettua il periodo barocco, il cui stile caratteristico rimise in auge gli esemplari fusi, il predominio della medaglia coniata fu pressoché totale. In questo contesto, la figura dell'incisore su acciaio nell'esecuzione degli stampi era predominante ed esclusiva. L'accrescersi incessante, specie sul finire dell'Ottocento, del numero delle coniazioni, realizzabili tuttavia da una ristretta cerchia di artefici, portò la produzione ad essere spesso il risultato di una consumata abilità di mestiere, anche se tecnicamente ineccepibile. Il sostanziale mutamento delle tecniche di realizzazione degli stampi, che si verificò nei primi anni del Novecento, fu decisivo per il rinnovamento estetico della medaglia.
Il consolidarsi dell'impiego del pantografo di riduzione rese possibile nel settore l'apporto di personalità diverse per gusto e formazione, in particolare degli scultori, che ridiedero, con stile personale, realismo ed efficacia alle composizioni. Tale impegno non è stato solo momentaneo, ma si è accresciuto e consolidato, fino ai nostri giorni, sia nella medaglie fusa che in quella coniata. L'incontro con la medaglia da parte dei più noti artisti italiani si è così fatto sempre più frequente, consentendo loro di lasciare, nel piccolo disco, il segno inconfondibile del loro stile e della loro maestria e di trasferire nel metallo durevole testimonianze significative della nostra epoca, con le sue luci e le sue ombre.

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Medaglisti e Incisori